Vi presentiamo la conferenza preparata dall'Assistente Generale, Padre Yohanes Aristanto Hari Setiawan MSF, per l'incotro degli Amici dei Missionari della Sacra Famiglia (AMSF) in America Latina il 17 aprile 2026, intitolato "Avvicinatevi! Dio abbraccia il nostro dolore". Vi invitiamo alla lettura (la conferenza è tradotta in: italiano, spagnolo, portoghese e polacco; prossimamente anche in indonesiano, francese e inglese).
IT / italiano
AVVICINATEVI!
Dio abbraccia il nostro dolore
180º Anniversario di Nostra Signora de La Salette (1846–2026)
Il 19 settembre 2026 celebreremo il 180º anniversario dell’apparizione di Nostra Signora de La Salette, avvenuta il 19 settembre 1846 sui pendii delle Alpi francesi. La Vergine apparve ai pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Tra lacrime di madre, affidò ai suoi figli un messaggio profondo e urgente: un Messaggio di Riconciliazione.
Questo Messaggio esprime la preoccupazione di una Madre che vede i suoi figli vivere lontani dalla fede, incapaci di riconoscere i segni di avvertimento e inconsapevoli dei pericoli che comporta perderla. È un pressante invito alla conversione del cuore, alla preghiera, alla fedeltà e al ritorno sincero a Dio. È, in definitiva, un rinnovato invito alla santità personale e familiare.
Ispirato da questo Messaggio di Riconciliazione, Padre Jean Berthier fondò la Congregazione dei Missionari della Sacra Famiglia (MSF) e la pose sotto il patrocinio di Nostra Signora de La Salette. Ai primi membri della MSF a Grave diceva con profonda convinzione: «Se siete qui oggi, è per l’intercessione di Nostra Signora de La Salette». Da allora, i Missionari della Sacra Famiglia hanno cercato di mantenere viva questa eredità spirituale, diffondendo il Messaggio di Riconciliazione in una società in continuo cambiamento e sempre più globalizzata. Lì dove le famiglie sperimentano fragilità, divisione, perdita di senso o indebolimento della fede, risuona con forza l’invito di Maria a tornare a Dio.
A centottant’anni di distanza, il messaggio de La Salette non ha perso la sua attualità. Rimane un appello all’unità, al perdono, alla preghiera in famiglia, alla fedeltà nelle prove e all’impegno cristiano nella vita quotidiana. Oggi, come allora, Maria ci invita a ravvivare la fede nelle nostre case, a riscoprire la bellezza del Vangelo e a rispondere con generosità alla chiamata universale alla santità. Che questo anniversario sia per le nostre famiglie un tempo di grazia, di riconciliazione e di rinnovamento spirituale.
Quattro messaggi di riconciliazione per le famiglie di oggi
A 180 anni dall’apparizione di Nostra Signora de La Salette, il suo Messaggio di Riconciliazione continua a illuminare la vita familiare. Possiamo sintetizzarlo in quattro inviti concreti per le famiglie di oggi:
- Restaurare la santità del giorno del Signore
- Restaurare la preghiera in famiglia
- Accogliere il dolore e avere il coraggio di riconciliarsi
- Prendersi cura e proteggere in modo disinteressato
1. Restaurare la santità del Giorno del Signore
Il Sabbath è stato stabilito come il terzo comandamento del Decalogo (cfr. Esodo 20,8–11). È un tempo di riposo dal lavoro, memoriale della creazione e giorno consacrato all’adorazione di Dio. Nella tradizione ebraica esistono numerosi precetti e orientamenti che ne regolano l’osservanza, sottolineandone il carattere sacro.
Gesù ha ricordato che il Sabbath non consiste semplicemente nel “non fare nulla” o nel rimandare le attività quotidiane, ma nel riscoprirne il vero significato: un tempo per Dio e per il bene dell’uomo. Il giorno santo è un’occasione per accogliere e gustare le benedizioni di Dio, rafforzare i legami familiari e contemplare con gratitudine la creazione.
Il messaggio di Nostra Signora de La Salette riprende questo invito quando afferma:
«Sei giorni vi ho dato per lavorare; il settimo l’ho riservato per me, e non volete concedermelo».
Per i cristiani, il Sabbath trova il suo compimento nella domenica, giorno che celebra la Pasqua e la Risurrezione del Signore. È il Giorno del Signore, centro della vita cristiana e fonte di rinnovamento spirituale.
Tuttavia, la vita familiare moderna è spesso segnata da molteplici impegni ed esigenze lavorative. Molte famiglie si vedono costrette a lavorare la domenica, attratte da benefici economici più immediati. Altre la utilizzano semplicemente per recuperare la stanchezza accumulata, dormire di più o dedicarsi ad attività ricreative. Alcune si disperdono, con ogni membro assorbito dai propri impegni.
Siamo grati che vi siano ancora famiglie che si riuniscono per partecipare insieme all’Eucaristia, unendo la propria vita a Dio in Gesù Cristo e rafforzando la comunione familiare. La domenica offre un’opportunità unica per condividere tempo di qualità, approfondire la fede e ritrovarsi come famiglia, qualcosa che spesso viene trascurato durante la settimana lavorativa.
Il messaggio de La Salette si pone in continuità con i Dieci Comandamenti, con l’insegnamento di Cristo e con il costante invito della Chiesa: fare della domenica veramente il Giorno del Signore, il Giorno della Chiesa e anche il Giorno della Famiglia.
2. Restaurare la preghiera in famiglia
La preghiera è, anzitutto, apertura e ascolto di Dio e della sua volontà, più che una semplice espressione dei nostri bisogni o desideri. È incontro, relazione e fiducia.
Nella tradizione familiare ebraica, la giornata inizia affidando la propria vita nelle mani di Dio. Il Modeh Ani, preghiera di ringraziamento al risveglio, e l’Amidah (la preghiera delle Diciotto Benedizioni) fanno parte essenziale della preghiera quotidiana. Di notte, la preghiera B’yadekha Afkid Rukhi (“Nelle tue mani affido il mio spirito”) esprime l’abbandono fiducioso alla protezione divina. Queste parole, tratte dal Salmo 31, furono pronunciate anche da Gesù sulla croce e riflettono come la preghiera abbia accompagnato tutta la sua vita e il suo ministero fino alla fine.
Il messaggio di Nostra Signora de La Salette conferma questa tradizione di preghiera quotidiana quando dice: «Ah, figli miei, è necessario pregare sera e mattina. Se non potete fare di più, dite almeno un Padre Nostro e un’Ave Maria, e, se avete tempo, pregate di più». Se la preghiera personale può essere abituale per alcuni, la preghiera in famiglia risulta più impegnativa. Fin dal mattino, ogni membro è assorbito dalle proprie responsabilità: lavoro, studio, vari impegni. La sera, la stanchezza, i dispositivi elettronici e i diversi orari rendono difficile ritrovarsi insieme. Riservare un momento per pregare in famiglia non è sempre facile. Tuttavia, questo invito alla preghiera continua a risuonare nel profondo del cuore familiare.
Le famiglie hanno bisogno di pregare gli uni per gli altri per sostenersi reciprocamente, e di pregare insieme Dio non solo nei momenti di difficoltà, ma anche negli eventi quotidiani: gioie, decisioni, successi e sfide. Una preghiera costante e fedele, anche se semplice e breve, trasforma l’ambiente della casa. Dio benedice, sostiene e protegge la famiglia che lo riconosce come centro e guida della propria vita.
3. Dolore e coraggio per riconciliarsi
Una delle caratteristiche più significative dell’apparizione di Nostra Signora de La Salette è il crocifisso che porta sul petto. Questo crocifisso presenta un simbolo particolare: un martello e una tenaglia. Il martello rappresenta il peccato che inchioda Cristo sulla croce; la tenaglia simboleggia lo strumento che rimuove i chiodi. L’immagine è profondamente eloquente: ogni persona, con le proprie scelte, può “inchiodare” o “togliere” i chiodi.
La Vergine disse ai due pastorelli: «Da tanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, devo pregarlo incessantemente, e voi non ci fate caso». Quando agiamo senza consapevolezza né pentimento, continuiamo a ferire il cuore di Cristo. Quando invece riconosciamo le nostre colpe e ci pentiamo sinceramente, iniziamo a togliere i chiodi. Il vero pentimento non è solo un sentimento passeggero di colpa, ma un atteggiamento attivo orientato alla riconciliazione. Implica riconoscere il danno causato, assumersi la responsabilità e compiere passi concreti per ricostruire la relazione.
Nella vita familiare, i legami nati dall’amore possono essere feriti da incomprensioni, conflitti e tensioni. Quanto più stretta è la relazione, tanto più emerge l’unicità di ciascuno, e questa differenza — pur essendo una ricchezza — può diventare, senza volerlo, motivo di dolore. Inoltre, situazioni traumatiche, esperienze difficili o malattie possono indebolire l’autocontrollo e generare reazioni che feriscono proprio coloro che amiamo di più.
Spesso il dolore nasce spontaneamente, senza riflessione né un cammino previo di crescita, danneggiando la relazione. Tuttavia, proprio a motivo dell’amore che unisce la famiglia, ogni membro è chiamato a imparare ad accogliere l’unicità dell’altro, ad aiutarlo a crescere, a perdonare e a chiedere perdono.
Non dobbiamo temere di fare ciò che è giusto, anche quando costa o fa male. Permettere che l’errore continui o tacere per paura non fa che aumentare la distanza tra i membri della famiglia. La riconciliazione richiede umiltà, coraggio per fare il primo passo, capacità di esprimere i propri sentimenti e disponibilità ad assumersi la responsabilità personale.
Le famiglie che vivono la riconciliazione diventano segno di speranza. In un mondo in cui molti conflitti restano nascosti o si trasformano in scontri aperti, una famiglia riconciliata irradia pace, fiducia e testimonianza cristiana.
4. Prendersi cura e proteggere in modo disinteressato
Le Scritture ci rivelano il cuore di Dio come un cuore pieno di tenerezza e di compassione. «Come un padre ha compassione dei suoi figli, così il Signore ha compassione di quelli che lo temono» (Sal 103,13). Il profeta Isaia presenta Dio anche con tratti materni: «Si dimentica forse una donna del suo bambino? Anche se costoro si dimenticassero, io non ti dimenticherei» (Is 49,15).
Dio ama, si prende cura, corregge e cerca instancabilmente il bene dei suoi figli. Non abbandona, non si stanca, non smette di chiamare. Questo stesso amore si manifesta pienamente in Gesù Cristo, soprattutto nella sua vicinanza ai poveri, agli emarginati e a coloro che soffrono.
Le lacrime di Nostra Signora de La Salette esprimono questo amore materno ferito. Ella piangeva come una madre che vede i propri figli vivere lontani dalla fede. Le sue parole — «Da quanto tempo soffro per voi!» — non sono un rimprovero, ma lo sfogo di un cuore che ama profondamente. Come Madre, intercede, prega e supplica, trattenendo — secondo il linguaggio simbolico del messaggio — la mano della giustizia, per concedere tempo alla conversione. La sua venuta è stata e continua a essere un appello pieno di speranza.
Anche oggi molti genitori versano lacrime per i loro figli quando percepiscono che si allontanano dalla fede o intraprendono strade che li preoccupano. A volte si sentono limitati, impotenti, incapaci di essere i genitori che vorrebbero essere. Nel silenzio, pregano e affidano il futuro dei loro figli a Dio.
Allo stesso modo, ci sono figli che soffrono nel vedere i propri genitori lontani dalla fede, dall’amore o dall’armonia familiare. Possono sentirsi incompresi, feriti o persino colpevoli. Anche loro pregano, forse con parole semplici, nella loro fragilità.
In fondo, ogni membro della famiglia è chiamato a prendersi cura del bene degli altri. Prendersi cura e proteggere in modo disinteressato significa interessarsi sinceramente dell’altro, sostenerlo con la preghiera, accompagnarlo con pazienza e manifestare l’amore attraverso gesti concreti: ascoltare, comprendere, incoraggiare, correggere con carità e perdonare.
Quando una famiglia impara a prendersi cura reciprocamente con questo amore gratuito, diventa riflesso del cuore di Dio: una casa in cui ciascuno sa di essere amato, atteso e protetto.
La famiglia come Ecclesia Domestica
Da queste quattro chiamate — santificare il Giorno del Signore, restaurare la preghiera familiare, vivere la riconciliazione e prendersi cura in modo disinteressato — emerge un invito fondamentale: restaurare la famiglia come Chiesa domestica (Ecclesia domestica).
Fin dai primi secoli del cristianesimo, la Chiesa ha riconosciuto la famiglia come una piccola comunità di fede, dove si trasmette il Vangelo, si impara a pregare, si sperimenta il perdono e si vive la carità concreta. Nella casa, la fede smette di essere teoria e diventa vita condivisa.
Oggi, in mezzo alla frenesia, alle esigenze lavorative, alle pressioni culturali e alle sfide di una società globalizzata, la famiglia è chiamata a essere uno spazio in cui Dio abbia un posto reale e quotidiano. Una famiglia che prega e celebra il Giorno del Signore, pratica la riconciliazione e si prende cura reciprocamente diventa segno visibile di speranza.
Così, il messaggio di Nostra Signora de La Salette continua a risuonare con forza: una chiamata al pentimento, alla conversione del cuore e al ritorno fiducioso a Dio.
Che le nostre famiglie riscoprano la loro vocazione di essere piccole Chiese vive, capaci di irradiare la fede nel mondo, sostenersi nelle prove e offrire all’ambiente circostante la testimonianza umile ma ferma dell’amore di Dio.
Così sia.
P. Aristanto MSF
...
ES / spagnolo
¡ACERCAOS!
Dios Abraza Nuestro Dolor
180.º Aniversario de Nuestra Señora de La Salette (1846–2026)
El 19 de septiembre de 2026 celebraremos el 180.º aniversario de la aparición de Nuestra Señora de La Salette, ocurrida el 19 de septiembre de 1846 en las laderas de los Alpes franceses. La Virgen se apareció a los pastorcitos Maximin Giraud y Mélanie Calvat. Entre lágrimas de madre, confió a sus hijos un mensaje profundo y urgente: un Mensaje de Reconciliación.
Este Mensaje expresa la preocupación de una Madre que contempla a sus hijos viviendo alejados de la fe, incapaces de reconocer las señales de advertencia e inconscientes de los peligros que conlleva perderla. Es una llamada apremiante a la conversión del corazón, a la oración, a la fidelidad y al retorno sincero a Dios. Es, en definitiva, una invitación renovada a la santidad personal y familiar.
Inspirado por este Mensaje de Reconciliación, el Padre Jean Berthier fundó la Congregación de los Misioneros de la Sagrada Familia (MSF) y la puso bajo el patrocinio de Nuestra Señora de La Salette. A los primeros miembros de la MSF en Grave les decía con profunda convicción: «Si están aquí hoy, es por la intercesión de Nuestra Señora de La Salette». Desde entonces, los Misioneros de la Sagrada Familia han procurado mantener viva esta herencia espiritual, difundiendo el Mensaje de Reconciliación en medio de una sociedad cambiante y cada vez más globalizada. Allí donde las familias experimentan fragilidad, división, pérdida de sentido o debilitamiento de la fe, resuena con fuerza la invitación de María a volver a Dios.
Ciento ochenta años después, el mensaje de La Salette no ha perdido actualidad. Sigue siendo una llamada a la unidad, al perdón, a la oración en familia, a la fidelidad en las pruebas y al compromiso cristiano en la vida cotidiana. Hoy, como ayer, María nos invita a reavivar la fe en nuestros hogares, a redescubrir la belleza del Evangelio y a responder con generosidad a la llamada universal a la santidad. Que este aniversario sea para nuestras familias un tiempo de gracia, reconciliación y renovación espiritual.
Cuatro mensajes de reconciliación para las familias de hoy
A 180 años de la aparición de Nuestra Señora de La Salette, su Mensaje de Reconciliación sigue iluminando la vida familiar. Podemos sintetizarlo en cuatro llamadas concretas para nuestras familias hoy:
- Restaurar la santidad del día del Señor
- Restaurar la oración en la familia
- Dolor y valentía para reconciliarse
- Cuidar y proteger desinteresadamente
1. Restaurar la santidad del Día del Señor
El Sabbath fue establecido como el tercer mandamiento del Decálogo (cf. Éxodo 20,8–11). Es un tiempo de descanso del trabajo, memorial de la creación y día consagrado a la adoración de Dios. En la tradición judía existen numerosos preceptos y orientaciones que regulan su observancia, subrayando su carácter sagrado.
Jesús recordó que el Sabbath no consiste simplemente en “no hacer nada” o en posponer las tareas cotidianas, sino en redescubrir su verdadero sentido: un tiempo para Dios y para el bien del ser humano. El día sagrado es una oportunidad para acoger y disfrutar las bendiciones de Dios, fortalecer los lazos familiares y contemplar con gratitud la creación.
El mensaje de Nuestra Señora de La Salette retoma esta llamada cuando afirma:
«Seis días les he dado para trabajar; el séptimo me lo he reservado, y no me lo quieren conceder». Para los cristianos, el Sabbath alcanza su plenitud en el domingo, día que conmemora la Pascua y la Resurrección del Señor. Es el Día del Señor, centro de la vida cristiana y fuente de renovación espiritual.
Sin embargo, la vida familiar moderna suele estar marcada por múltiples ocupaciones y exigencias laborales. Muchas familias se ven obligadas a trabajar los domingos, atraídas por beneficios económicos más inmediatos. Otras lo utilizan simplemente para recuperarse del cansancio acumulado, dormir más o dedicarse a actividades recreativas. Algunas se dispersan, cada miembro absorbido por sus propios compromisos.
Agradecemos que todavía haya familias que se reúnen para participar juntas en la Eucaristía, uniendo sus vidas a Dios en Jesucristo y fortaleciendo su comunión familiar. El domingo ofrece una oportunidad única para compartir tiempo de calidad, profundizar en la fe y reencontrarse como familia, algo que con frecuencia queda relegado durante la semana laboral.
El mensaje de La Salette se hace eco de los Diez Mandamientos, de la enseñanza de Cristo y de la invitación constante de la Iglesia: hacer del domingo verdaderamente el Día del Señor, el Día de la Iglesia y también el Día de la Familia.
2. Restaurar la oración en la familia
La oración es, ante todo, apertura y escucha de Dios y de su voluntad, más que un simple expresar nuestras necesidades o deseos. Es encuentro, relación y confianza.
En la tradición familiar judía, el día comienza poniendo la vida en manos de Dios. El Modeh Ani, oración de acción de gracias al despertar, y la Amidá (la oración de las Dieciocho Bendiciones) forman parte esencial de la oración cotidiana. Por la noche, la plegaria B’yadekha Afkid Rukhi (“En tus manos encomiendo mi espíritu”) expresa la entrega confiada a la protección divina. Estas palabras, tomadas del Salmo 31, fueron pronunciadas también por Jesús en la cruz y reflejan cómo la oración acompañó toda su vida y ministerio hasta el final.
El mensaje de Nuestra Señora de La Salette reafirma esta tradición de oración diaria cuando dice: «Ah, hijos míos, es necesario que recen por la noche y por la mañana. Si no pueden hacer más, recen al menos un Padrenuestro y un Avemaría; y si tienen tiempo, recen más». Si bien la oración personal puede ser habitual para algunos, la oración en familia resulta más desafiante. Desde la mañana, cada miembro está absorbido por sus responsabilidades: trabajo, estudios, compromisos diversos. Por la noche, el cansancio, los dispositivos electrónicos y los horarios diferentes dificultan el encuentro común. Reservar un momento para orar juntos no siempre es fácil. Sin embargo, este llamado a la oración sigue resonando en lo profundo del corazón familiar.
Las familias necesitan orar unas por otras para fortalecerse mutuamente, y orar juntas a Dios no solo en momentos de dificultad, sino también en los acontecimientos cotidianos: alegrías, decisiones, logros y desafíos. La oración constante y fiel, incluso si es sencilla y breve, transforma el ambiente del hogar. Dios bendice, sostiene y protege a la familia que lo reconoce como centro y guía de su vida.
3. Dolor y valentía para reconciliarse
Una de las características más significativas de la aparición de Nuestra Señora de La Salette es el crucifijo que lleva sobre su pecho. Este crucifijo presenta un símbolo particular: un martillo y unas tenazas. El martillo representa el pecado que clava a Cristo en la cruz; las tenazas simbolizan el instrumento que retira los clavos. La imagen es profundamente elocuente: cada persona, con sus decisiones, puede “clavar” o “retirar” los clavos. La Virgen dijo a dos pastorcitos “¡Hace tiempo que estoy sufriendo por vosotros! Si quiero que mi Hijo no os castigue, tengo que suplicarle incesantemente, y vosotros no hacéis caso”. Cuando actuamos sin conciencia ni arrepentimiento, continuamos hiriendo el corazón de Cristo. Cuando reconocemos nuestras faltas y nos arrepentimos sinceramente, comenzamos a retirar los clavos. El verdadero arrepentimiento no es solo un sentimiento pasajero de culpa, sino una actitud activa orientada a la reconciliación. Implica reconocer el daño causado, asumir la responsabilidad y dar pasos concretos para reparar la relación.
En la vida familiar, los vínculos nacidos del amor pueden verse heridos por malentendidos, conflictos y tensiones. Cuanto más estrecha es la relación, más visible se hace la singularidad de cada persona, y esta diferencia —aunque es riqueza— puede convertirse, sin querer, en motivo de dolor. Además, situaciones traumáticas, experiencias difíciles o enfermedades pueden debilitar el autocontrol y generar reacciones que lastiman a quienes más amamos.
Muchas veces el dolor surge espontáneamente, sin reflexión ni aprendizaje previo, dañando la relación. Sin embargo, precisamente por el amor que une a la familia, cada miembro está llamado a aprender a aceptar la singularidad del otro, ayudarle a crecer, perdonar y pedir perdón.
No debemos temer hacer lo correcto, aunque cueste o duela. Permitir que el error se prolongue o guardar silencio por miedo solo aumenta la distancia entre los miembros de la familia. La reconciliación exige humildad, valentía para dar el primer paso, capacidad de expresar los propios sentimientos y disposición para asumir la responsabilidad personal.
Las familias que practican la reconciliación se convierten en signo de esperanza. En medio de un mundo donde muchos conflictos permanecen ocultos o se transforman en enfrentamientos abiertos, una familia reconciliada irradia paz, confianza y testimonio cristiano.
4. Cuidar y proteger desinteresadamente
Las Escrituras nos revelan el corazón de Dios como un corazón lleno de ternura y compasión. «Como un padre siente ternura por sus hijos, así el Señor siente ternura por quienes lo temen» (Sal 103,13). Incluso el profeta Isaías presenta a Dios con rasgos maternos: «¿Puede una madre olvidarse de su criatura? Pues, aunque ella se olvidara, yo no te olvidaré» (Is 49,15).
Dios ama, cuida, corrige y busca incansablemente el bien de sus hijos. No abandona, no se cansa, no deja de llamar. Este mismo amor se manifiesta plenamente en Jesucristo, especialmente en su cercanía a los pobres, los marginados y los que sufren.
Las lágrimas de Nuestra Señora de La Salette expresan ese amor materno herido. Ella lloraba como una madre que ve a sus hijos vivir lejos de la fe. Sus palabras —«¡Cuánto tiempo he sufrido por vosotros!»— no son reproche, sino desahogo de un corazón que ama profundamente. Como Madre, intercede, ora y suplica, deteniendo —según el lenguaje simbólico del mensaje— la mano de la justicia, para dar tiempo a la conversión. Su venida fue y sigue siendo un llamado lleno de esperanza.
Hoy también muchos padres derraman lágrimas por sus hijos cuando perciben que se alejan de la fe o toman caminos que les preocupan. A veces se sienten limitados, impotentes, incapaces de ser los padres que quisieran ser. En silencio, oran y confían el futuro de sus hijos a Dios.
Del mismo modo, hay hijos que sufren al ver a sus padres distanciados de la fe, del amor o de la armonía familiar. Pueden sentirse incomprendidos, heridos o incluso culpables. También ellos oran, quizá con palabras sencillas, desde su propia fragilidad.
En el fondo, cada miembro de la familia está llamado a velar por el bien de los demás. Cuidar y proteger desinteresadamente significa interesarse sinceramente por el otro, sostenerlo con la oración, acompañarlo con paciencia y manifestar el amor en gestos concretos: escuchar, comprender, animar, corregir con caridad y perdonar.
Cuando una familia aprende a cuidarse mutuamente con este amor gratuito, se convierte en reflejo del corazón de Dios: un hogar donde cada uno sabe que es amado, esperado y protegido.
La familia como Ecclesia Domestica
De estos cuatro llamados —santificar el Día del Señor, restaurar la oración familiar, vivir la reconciliación y cuidar desinteresadamente — emerge una invitación fundamental: restaurar la familia como Iglesia doméstica.
Desde los primeros siglos del cristianismo, la Iglesia ha reconocido a la familia como una pequeña comunidad de fe, donde se transmite el Evangelio, se aprende a orar, se experimenta el perdón y se vive la caridad concreta. En el hogar, la fe deja de ser teoría y se convierte en vida compartida.
Hoy, en medio del ajetreo, las exigencias laborales, las presiones culturales y los desafíos de una sociedad globalizada, la familia está llamada a ser un espacio donde Dios tenga un lugar real y cotidiano. Una familia que ora unida celebra el Día del Señor, practica la reconciliación y se cuida mutuamente se convierte en signo visible de esperanza.
Así, el mensaje de Nuestra Señora de La Salette continúa resonando con fuerza: una llamada al arrepentimiento, a la conversión del corazón y al retorno confiado a Dios.
Que nuestras familias redescubran su vocación de ser pequeñas Iglesias vivas, capaces de irradiar fe en medio del mundo, sostenerse en las pruebas y ofrecer al entorno el testimonio humilde pero firme del amor de Dios.
Que así sea.
P. Aristanto MSF
...
PT / portoghese
APROXIMAI-VOS!
Deus abraça a nossa dor
180.º Aniversário de Nossa Senhora de La Salette (1846–2026)
No dia 19 de setembro de 2026 celebraremos o 180.º aniversário da aparição de Nossa Senhora de La Salette, ocorrida a 19 de setembro de 1846 nas encostas dos Alpes franceses. A Virgem apareceu aos pastorinhos Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Entre lágrimas de mãe, confiou aos seus filhos uma mensagem profunda e urgente: uma Mensagem de Reconciliação.
Esta Mensagem expressa a preocupação de uma Mãe que contempla os seus filhos a viver afastados da fé, incapazes de reconhecer os sinais de advertência e inconscientes dos perigos que implica perdê-la. É uma chamada urgente à conversão do coração, à oração, à fidelidade e ao regresso sincero a Deus. É, em definitiva, um convite renovado à santidade pessoal e familiar.
Inspirado por esta Mensagem de Reconciliação, o Padre Jean Berthier fundou a Congregação dos Missionários da Sagrada Família (MSF) e colocou-a sob o patrocínio de Nossa Senhora de La Salette. Aos primeiros membros da MSF em Grave dizia com profunda convicção: «Se estão aqui hoje, é pela intercessão de Nossa Senhora de La Salette». Desde então, os Missionários da Sagrada Família têm procurado manter viva esta herança espiritual, difundindo a Mensagem de Reconciliação no meio de uma sociedade em mudança e cada vez mais globalizada. Onde quer que as famílias experimentem fragilidade, divisão, perda de sentido ou enfraquecimento da fé, ressoa com força o convite de Maria a voltar a Deus.
Cento e oitenta anos depois, a mensagem de La Salette não perdeu atualidade. Continua a ser uma chamada à unidade, ao perdão, à oração em família, à fidelidade nas provações e ao compromisso cristão na vida quotidiana. Hoje, como ontem, Maria convida-nos a reavivar a fé nos nossos lares, a redescobrir a beleza do Evangelho e a responder com generosidade à chamada universal à santidade. Que este aniversário seja para as nossas famílias um tempo de graça, reconciliação e renovação espiritual.
Quatro mensagens de reconciliação para as famílias de hoje
A 180 anos da aparição de Nossa Senhora de La Salette, a sua Mensagem de Reconciliação continua a iluminar a vida familiar. Podemos sintetizá-la em quatro chamadas concretas para as nossas famílias hoje:
- Restaurar a santidade do Dia do Senhor
- Restaurar a oração na família
- Dor e coragem para reconciliar-se
- Cuidar e proteger desinteressadamente
1. Restaurar a santidade do Dia do Senhor
O sábado foi estabelecido como o terceiro mandamento do Decálogo (cf. Êxodo 20,8–11). É um tempo de descanso do trabalho, memorial da criação e dia consagrado à adoração de Deus. Na tradição judaica existem numerosos preceitos e orientações que regulam a sua observância, sublinhando o seu carácter sagrado.
Jesus recordou que o sábado não consiste simplesmente em “não fazer nada” ou adiar tarefas quotidianas, mas em redescobrir o seu verdadeiro sentido: um tempo para Deus e para o bem do ser humano. O dia sagrado é uma oportunidade para acolher e desfrutar as bênçãos de Deus, fortalecer os laços familiares e contemplar com gratidão a criação.
A mensagem de Nossa Senhora de La Salette retoma esta chamada quando afirma:
«Seis dias vos dei para trabalhar; o sétimo reservei-o para mim, e não mo querem conceder».
Para os cristãos, o sábado encontra a sua plenitude no domingo, dia que comemora a Páscoa e a Ressurreição do Senhor. É o Dia do Senhor, centro da vida cristã e fonte de renovação espiritual.
No entanto, a vida familiar moderna é frequentemente marcada por múltiplas ocupações e exigências laborais. Muitas famílias são obrigadas a trabalhar ao domingo, atraídas por benefícios económicos mais imediatos. Outras utilizam-no simplesmente para recuperar do cansaço acumulado, dormir mais ou dedicar-se a atividades recreativas. Algumas dispersam-se, cada membro absorvido pelos seus próprios compromissos.
Agradecemos que ainda haja famílias que se reúnem para participar juntas na Eucaristia, unindo as suas vidas a Deus em Jesus Cristo e fortalecendo a sua comunhão familiar. O domingo oferece uma oportunidade única para partilhar tempo de qualidade, aprofundar a fé e reencontrar-se como família, algo que frequentemente fica relegado durante a semana de trabalho.
A mensagem de La Salette ecoa os Dez Mandamentos, o ensinamento de Cristo e o convite constante da Igreja: fazer do domingo verdadeiramente o Dia do Senhor, o Dia da Igreja e também o Dia da Família.
2. Restaurar a oração na família
A oração é, antes de tudo, abertura e escuta de Deus e da sua vontade, mais do que uma simples expressão das nossas necessidades ou desejos. É encontro, relação e confiança.
Na tradição familiar judaica, o dia começa colocando a vida nas mãos de Deus. O Modeh Ani, oração de ação de graças ao despertar, e a Amidá (as Dezoito Bênçãos) fazem parte essencial da oração quotidiana. À noite, a oração B’yadekha Afkid Rukhi (“Nas tuas mãos entrego o meu espírito”) expressa a entrega confiante à proteção divina. Estas palavras, tomadas do Salmo 31, foram também pronunciadas por Jesus na cruz e refletem como a oração acompanhou toda a sua vida e ministério até ao fim.
A mensagem de Nossa Senhora de La Salette reafirma esta tradição de oração diária quando diz: «Ah, meus filhos, é necessário que rezem de noite e de manhã. Se não puderem fazer mais, rezem ao menos um Pai-Nosso e uma Ave-Maria; e se tiverem tempo, rezem mais».
Embora a oração pessoal possa ser habitual para alguns, a oração em família é mais desafiante. Desde a manhã, cada membro está absorvido pelas suas responsabilidades: trabalho, estudos, compromissos diversos. À noite, o cansaço, os dispositivos eletrónicos e horários diferentes dificultam o encontro comum. Reservar um momento para rezar juntos nem sempre é fácil. Contudo, este chamado continua a ressoar no coração da família.
As famílias precisam de rezar umas pelas outras para se fortalecerem mutuamente, e rezar juntas a Deus não apenas nos momentos de dificuldade, mas também nos acontecimentos quotidianos: alegrias, decisões, conquistas e desafios. A oração constante e fiel, mesmo que simples e breve, transforma o ambiente do lar. Deus abençoa, sustenta e protege a família que O reconhece como centro e guia da sua vida.
3. Dor e coragem para reconciliar-se
Uma das características mais significativas da aparição de Nossa Senhora de La Salette é o crucifixo que traz ao peito. Este crucifixo apresenta um símbolo particular: um martelo e umas tenazes. O martelo representa o pecado que crava Cristo na cruz; as tenazes simbolizam o instrumento que retira os pregos.
A imagem é profundamente eloquente: cada pessoa, com as suas decisões, pode “cravar” ou “retirar” os pregos. Quando agimos sem consciência nem arrependimento, continuamos a ferir o coração de Cristo. Quando reconhecemos as nossas faltas e nos arrependemos sinceramente, começamos a retirar os pregos.
O verdadeiro arrependimento não é apenas um sentimento passageiro de culpa, mas uma atitude ativa orientada para a reconciliação. Implica reconhecer o dano causado, assumir a responsabilidade e dar passos concretos para reparar a relação.
Na vida familiar, os vínculos nascidos do amor podem ser feridos por mal-entendidos, conflitos e tensões. Quanto mais próxima é a relação, mais evidente se torna a singularidade de cada pessoa, e essa diferença — embora seja riqueza — pode tornar-se, sem querer, fonte de dor.
Muitas vezes a dor surge espontaneamente, sem reflexão ou aprendizagem prévia, prejudicando a relação. Contudo, precisamente por amor, cada membro é chamado a aceitar a singularidade do outro, ajudá-lo a crescer, perdoar e pedir perdão.
Não devemos ter medo de fazer o que é certo, mesmo que custe ou doa. Permitir que o erro continue ou guardar silêncio por medo apenas aumenta a distância entre os membros da família. A reconciliação exige humildade, coragem para dar o primeiro passo, capacidade de expressar sentimentos e disposição para assumir responsabilidade pessoal.
As famílias que praticam a reconciliação tornam-se sinal de esperança. Num mundo onde muitos conflitos permanecem ocultos ou se transformam em confrontos abertos, uma família reconciliada irradia paz, confiança e testemunho cristão.
4. Cuidar e proteger desinteressadamente
As Escrituras revelam o coração de Deus como um coração cheio de ternura e compaixão. «Como um pai sente ternura pelos seus filhos, assim o Senhor sente ternura por aqueles que O temem» (Sl 103,13). O profeta Isaías apresenta Deus também com traços maternos: «Pode uma mãe esquecer-se do seu filho? Mesmo que ela se esquecesse, Eu não te esquecerei» (Is 49,15).
Deus ama, cuida, corrige e procura incansavelmente o bem dos seus filhos. Não abandona, não se cansa, não deixa de chamar. Este mesmo amor manifesta-se plenamente em Jesus Cristo, especialmente na sua proximidade aos pobres, marginalizados e sofredores.
As lágrimas de Nossa Senhora de La Salette expressam esse amor materno ferido. Ela chorava como uma mãe que vê os seus filhos afastados da fé. As suas palavras — «Quanto tempo tenho sofrido por vós!» — não são reprovação, mas expressão de um coração que ama profundamente.
Hoje também muitos pais choram pelos seus filhos quando percebem que se afastam da fé ou seguem caminhos preocupantes. Em silêncio, rezam e confiam o futuro dos filhos a Deus.
Do mesmo modo, há filhos que sofrem ao ver os seus pais afastados da fé ou da harmonia familiar. Também eles rezam, muitas vezes com palavras simples, a partir da sua fragilidade.
No fundo, cada membro da família é chamado a velar pelo bem dos outros. Cuidar e proteger desinteressadamente significa interessar-se sinceramente pelo outro, sustentá-lo com oração, acompanhá-lo com paciência e manifestar amor em gestos concretos: escutar, compreender, encorajar, corrigir com caridade e perdoar.
Quando uma família aprende a cuidar-se assim, torna-se reflexo do coração de Deus: um lar onde cada um sabe que é amado, esperado e protegido.
A família como Ecclesia Domestica
Destes quatro apelos — santificar o Dia do Senhor, restaurar a oração familiar, viver a reconciliação e cuidar desinteressadamente — emerge um convite fundamental: restaurar a família como Igreja doméstica.
Desde os primeiros séculos do cristianismo, a Igreja reconhece a família como uma pequena comunidade de fé, onde se transmite o Evangelho, se aprende a rezar, se vive o perdão e a caridade concreta. No lar, a fé deixa de ser teoria e torna-se vida partilhada.
Hoje, no meio da pressa, das exigências laborais e dos desafios da sociedade globalizada, a família é chamada a ser um espaço onde Deus tem um lugar real e quotidiano.
Assim, a mensagem de Nossa Senhora de La Salette continua a ressoar com força: um apelo ao arrependimento, à conversão do coração e ao regresso confiante a Deus.
Que as nossas famílias redescubram a sua vocação de serem pequenas Igrejas vivas, capazes de irradiar fé no mundo, sustentar-se nas provações e testemunhar o amor de Deus.
Que assim seja.
Pe. Aristanto MSF
...
PL / polacco
ZBLIŻCIE SIĘ!
Bóg przytula nasz ból
180. rocznica objawień Matki Bożej z La Salette (1846–2026)
19 września 2026 roku będziemy obchodzić 180. rocznicę objawień Matki Bożej z La Salette, które miały miejsce 19 września 1846 roku na zboczach francuskich Alp. Najświętsza Maryja Panna ukazała się pastuszkom Maximinowi Giraud i Mélanie Calvat. Ze łzami matki powierzyła swoim dzieciom głębokie i naglące przesłanie: Orędzie Pojednania.
To Orędzie wyraża troskę Matki, która widzi, jak jej dzieci żyją daleko od wiary, nie potrafiąc rozpoznać znaków ostrzegawczych i nie zdając sobie sprawy z niebezpieczeństwa jej utraty. Jest to pilne wezwanie do nawrócenia serca, do modlitwy, do wierności i do szczerego powrotu do Boga. Jest to ostatecznie odnowione zaproszenie do osobistej i rodzinnej świętości.
Zainspirowany Orędziem Pojednania, o. Jean Berthier założył Zgromadzenie Misjonarzy Świętej Rodziny (MSF) i oddał je pod opiekę Matki Bożej z La Salette. Do pierwszych członków MSF w Grave powiedział z głębokim przekonaniem: „Jeśli jesteście tu dzisiaj, to za wstawiennictwem Matki Bożej z La Salette”. Od tego czasu Misjonarze Świętej Rodziny starają się podtrzymywać to duchowe dziedzictwo, szerząc Orędzie Pojednania w zmieniającym się i coraz bardziej zglobalizowanym społeczeństwie. Gdziekolwiek rodziny doświadczają kruchości, podziałów, utraty sensu lub osłabienia wiary, wezwanie Maryi do powrotu do Boga rozbrzmiewa z mocą.
Po stu osiemdziesięciu latach orędzie z La Salette pozostaje aktualne. Nadal jest wezwaniem do jedności, przebaczenia, modlitwy rodzinnej, wierności w chwilach próby i chrześcijańskiego zaangażowania w życiu codziennym. Dziś, tak jak wczoraj, Maryja zaprasza nas do rozpalenia wiary w naszych domach, do ponownego odkrycia piękna Ewangelii i do hojnej odpowiedzi na powszechne powołanie do świętości. Niech ta rocznica będzie czasem łaski, pojednania i duchowej odnowy dla naszych rodzin.
Cztery wezwania do pojednania dla dzisiejszych rodzin
180 lat po objawieniu Matki Bożej z La Salette, Jej orędzie pojednania nadal oświetla życie rodzinne. Możemy je streścić w czterech konkretnych wezwaniach dla naszych rodzin dzisiaj:
- Przywróćcie świętość Dnia Pańskiego
- Przywróćcie modlitwę w rodzinie
- Przyjmijcie ból i miejcie odwagę do pojednania
- Troszczcie się i chrońcie bezinteresownie
1. Przywrócenie świętości Dnia Pańskiego
Szabat został ustanowiony jako trzecie przykazanie Dekalogu (por. Wj 20, 8–11). Jest to czas odpoczynku od pracy, pamiątka stworzenia i dzień poświęcony oddawaniu czci Bogu. W tradycji żydowskiej istnieje wiele nakazów i wytycznych regulujących jego przestrzeganie, podkreślających jego święty charakter.
Jezus przypomniał nam, że szabat to nie tylko „nicnierobienie” czy odkładanie codziennych obowiązków, ale ponowne odkrycie jego prawdziwego znaczenia: czasu dla Boga i dobra ludzkości. Dzień święty to okazja do przyjęcia i cieszenia się Bożymi błogosławieństwami, zacieśniania więzi rodzinnych i kontemplowania stworzenia z wdzięcznością.
Orędzie Matki Bożej z La Salette nawiązuje do tego wezwania, gdy mówi:
„Sześć dni dałam wam do pracy, siódmy zachowałam dla siebie, a wy nie chcecie mi go dać”. Dla chrześcijan szabat osiąga pełnię w niedzielę, dzień upamiętniający Wielkanoc i Zmartwychwstanie Pańskie. Jest to Dzień Pański, centrum życia chrześcijańskiego i źródło duchowej odnowy.
Jednak współczesne życie rodzinne często naznaczone jest wieloma zajęciami i wymaganiami zawodowymi. Wiele rodzin jest zmuszonych pracować w niedzielę, skuszonych doraźnymi korzyściami ekonomicznymi. Inne po prostu wykorzystują ten czas na odpoczynek po nagromadzonym zmęczeniu, dłuższy sen lub rekreację. Niektórzy rozpraszają się, a każdy członek rodziny jest pochłonięty własnymi obowiązkami.
Jesteśmy wdzięczni, że wciąż istnieją rodziny, które gromadzą się, aby wspólnie uczestniczyć w Eucharystii, jednocząc swoje życie z Bogiem w Jezusie Chrystusie i umacniając rodzinną komunię. Niedziela oferuje wyjątkową okazję do spędzenia wartościowego czasu, pogłębienia wiary i odbudowania więzi rodzinnych, co często jest zaniedbywane w tygodniu pracy. Przesłanie z La Salette nawiązuje do Dziesięciu Przykazań, nauczania Chrystusa i nieustannego wezwania Kościoła: aby naprawdę uczynić niedzielę Dniem Pańskim, Dniem Kościoła, a także Dniem Rodziny.
2. Przywrócenie modlitwy w rodzinie
Modlitwa to przede wszystkim otwartość na Boga i słuchanie Jego woli, a nie tylko wyrażanie naszych potrzeb i pragnień. To spotkanie, relacja i zaufanie.
W żydowskiej tradycji rodzinnej dzień rozpoczyna się od powierzenia swojego życia Bogu. Mode Ani, modlitwa dziękczynna po przebudzeniu, oraz Amida (modlitwa Osiemnastu Błogosławieństw) stanowią istotne elementy codziennej modlitwy. Wieczorna modlitwa B'yadekha Afkid Rukhi („W Twoje ręce powierzam ducha mojego”) wyraża ufne poddanie się Bożej opiece. Te słowa, zaczerpnięte z Psalmu 31, zostały również wypowiedziane przez Jezusa na krzyżu i odzwierciedlają, jak modlitwa towarzyszyła Jego całemu życiu i posłudze aż do samego końca.
Orędzie Matki Bożej z La Salette potwierdza tę tradycję codziennej modlitwy, mówiąc: „Ach, moje dzieci, trzeba się modlić rano i wieczorem. Jeśli nie możecie zrobić więcej, odmówcie przynajmniej Ojcze Nasz i Zdrowaś Maryjo; a jeśli macie czas, módlcie się więcej”. Chociaż modlitwa osobista może być dla niektórych czymś zwyczajnym, modlitwa rodzinna stanowi większe wyzwanie. Od rana każdy członek rodziny jest pochłonięty swoimi obowiązkami: pracą, nauką, różnymi zobowiązaniami. Wieczorem zmęczenie, urządzenia elektroniczne i różne plany dnia utrudniają spotkania. Znalezienie czasu na wspólną modlitwę nie zawsze jest łatwe. Jednak to wezwanie do modlitwy wciąż rezonuje głęboko w sercach rodzin.
Rodziny muszą modlić się za siebie nawzajem, aby się wzajemnie umacniać, i modlić się razem do Boga nie tylko w chwilach trudnych, ale także w codziennych sytuacjach: radościach, decyzjach, osiągnięciach i wyzwaniach. Nieustanna i wierna modlitwa, nawet jeśli prosta i krótka, przemienia atmosferę domu. Bóg błogosławi, wspiera i chroni rodzinę, która uznaje Go za centrum i przewodnika swojego życia.
3. Ból i odwaga do pojednania
Jednym z najważniejszych elementów objawienia Matki Bożej z La Salette jest krucyfiks, który nosi na piersi. Krucyfiks ten zawiera szczególne symbole: młot i szczypce. Młot symbolizuje grzech, który przybija Chrystusa do krzyża; szczypce symbolizują narzędzie, które usuwa gwoździe. Obraz ten jest niezwykle wymowny: każda osoba, poprzez swoje decyzje, może albo „wbić” gwoździe, albo je „usunąć”. Maryja powiedziała do dwojga pastuszków: „Długo cierpiałam z waszego powodu! Jeśli chcę, aby mój Syn was nie ukarał, muszę Go nieustannie prosić, a wy nie słuchacie”. Kiedy działamy bez sumienia i skruchy, nadal ranimy serce Chrystusa. Kiedy uznajemy nasze winy i szczerze żałujemy, zaczynamy usuwać gwoździe. Prawdziwa skrucha to nie tylko przelotne poczucie winy, ale aktywna postawa nastawiona na pojednanie. Polega ona na uznaniu wyrządzonej krzywdy, wzięciu odpowiedzialności i podjęciu konkretnych kroków w celu naprawy relacji.
W życiu rodzinnym więzi zrodzone z miłości mogą zostać nadszarpnięte przez nieporozumienia, konflikty i napięcia. Im bliższa relacja, tym bardziej widoczna staje się wyjątkowość każdej osoby, a ta odmienność – choć jest źródłem wzbogacenia – może nieświadomie stać się źródłem bólu. Co więcej, traumatyczne sytuacje, trudne doświadczenia czy choroby mogą osłabiać samokontrolę i wywoływać reakcje, które ranią tych, których kochamy najbardziej.
Często ból pojawia się spontanicznie, bez refleksji czy wcześniejszej nauki, niszcząc relację. Jednak właśnie ze względu na miłość, która jednoczy rodzinę, każdy członek jest powołany do nauczenia się akceptowania wyjątkowości drugiej osoby, pomagania jej w rozwoju, wybaczania i proszenia o wybaczenie.
Nie możemy bać się czynić tego, co słuszne, nawet jeśli jest to trudne i bolesne. Przyzwolenie na utrwalanie się błędów lub milczenie ze strachu jedynie zwiększa dystans między członkami rodziny. Pojednanie wymaga pokory, odwagi, by zrobić pierwszy krok, umiejętności wyrażania swoich uczuć i gotowości do wzięcia na siebie osobistej odpowiedzialności.
Rodziny praktykujące pojednanie stają się znakiem nadziei. W świecie, w którym wiele konfliktów pozostaje ukrytych lub przeradza się w otwarte konfrontacje, pojednana rodzina promieniuje pokojem, zaufaniem i chrześcijańskim świadectwem.
4. Bezinteresowna opieka i ochrona
Pismo Święte ukazuje serce Boga jako pełne czułości i współczucia. „Jak ojciec lituje się nad dziećmi, tak Pan lituje się nad tymi, którzy się Go boją” (Psalm 103,13). Prorok Izajasz ukazuje w Bogu nawet cechy macierzyńskie: „Czyż może matka zapomnieć o swoim niemowlęciu? A gdyby nawet ona zapomniała, Ja nie zapomnę o tobie” (Izajasz 49,15). Bóg kocha, troszczy się, napomina i niestrudzenie zabiega o dobro swoich dzieci. Nie opuszcza ich, nie męczy się, nigdy nie przestaje wzywać. Ta sama miłość w pełni objawia się w Jezusie Chrystusie, zwłaszcza w Jego bliskości z ubogimi, zepchniętymi na margines i cierpiącymi.
Łzy Matki Bożej z La Salette wyrażają tę zranioną macierzyńską miłość. Płakała jak matka, która widzi swoje dzieci żyjące z dala od wiary. Jej słowa – „Jakże długo cierpiałem dla was!” – nie są wyrzutem, lecz wyrazem serca, które głęboko kocha. Jako Matka wstawia się, modli i błaga, wstrzymując – zgodnie z symbolicznym językiem orędzia – ręką sprawiedliwości, aby dać czas na nawrócenie. Jej przyjście było i nadal jest wezwaniem pełnym nadziei.
Również dzisiaj wielu rodziców płacze z powodu swoich dzieci, gdy dostrzegają, że oddalają się od wiary lub podążają ścieżkami, które je niepokoją. Czasami czują się ograniczeni, bezsilni, niezdolni do bycia rodzicami, jakimi chcieliby być. W ciszy modlą się i powierzają Bogu przyszłość swoich dzieci.
Podobnie, są dzieci, które cierpią, widząc, jak ich rodzice oddalają się od wiary, miłości czy rodzinnej harmonii. Mogą czuć się niezrozumiane, zranione, a nawet winne. One również modlą się, być może prostymi słowami, opierając się na własnej wrażliwości.
Ostatecznie każdy członek rodziny jest powołany do troski o dobro innych. Troska i ochrona bezinteresowna oznacza szczere zainteresowanie drugim człowiekiem, wspieranie go modlitwą, towarzyszenie mu z cierpliwością i okazywanie miłości w konkretnych czynach: słuchanie, zrozumienie, zachęcanie, korygowanie z miłością i przebaczanie.
Kiedy rodzina uczy się troszczyć o siebie nawzajem z tą bezwarunkową miłością, staje się odbiciem serca Boga: domem, w którym każdy wie, że jest kochany, oczekiwany i chroniony.
Rodzina jako Kościół domowy
Z tych czterech wezwań – do uświęcania Dnia Pańskiego, przywrócenia modlitwy rodzinnej, życia pojednaniem i bezinteresownej troski – wyłania się fundamentalne zaproszenie: do odbudowy rodziny jako Kościoła domowego.
Od najwcześniejszych wieków chrześcijaństwa Kościół uznawał rodzinę za małą wspólnotę wiary, w której przekazuje się Ewangelię, uczy się modlitwy, doświadcza przebaczenia i żyje konkretną miłością. W domu wiara przestaje być teorią, a staje się życiem wspólnym.
Dziś, pośród zgiełku, wymagań zawodowych, presji kulturowej i wyzwań zglobalizowanego społeczeństwa, rodzina jest powołana, by być przestrzenią, w której Bóg ma realne i codzienne miejsce. Rodzina, która modli się razem, świętuje Dzień Pański, praktykuje pojednanie i troszczy się o siebie nawzajem, staje się widzialnym znakiem nadziei.
W ten sposób orędzie Matki Bożej z La Salette wciąż rozbrzmiewa z mocą: wezwanie do pokuty, do nawrócenia serca i do ufnego powrotu do Boga.
Oby nasze rodziny na nowo odkryły swoje powołanie do bycia żywymi małymi kościołami, zdolnymi promieniować wiarą w świecie, stawiać czoła próbom i dawać światu pokorne, lecz niezłomne świadectwo miłości Boga.
Niech tak się stanie.
Ks. Aristanto MSF
...
IDN / indonesiano
MENDEKATLAH!
ALLAH MERENGKUH PENDERITAAN KITA
Pada tahun ini, tepatnya pada 19 September 2026, kita merayakan 180 tahun penampakan Maria La Salette (19 Sep 1846).
Maria La Salette menampakkan diri kepada 2 orang anak gembala, Maximin dan Melani, di lereng Pegunungan Alpen. Dan dalam tangisan seorang ibu, ia menyampaikan pesan penting kepada anak-anaknya yaitu: Rekonsiliasi. Pesan ini mengungkapkan keprihatinan seorang ibu yang melihat anak-anaknya hidup jauh dari iman, tidak mampu mengenal tanda-tanda peringatan dan tidak mengenal bahaya yang muncul karena kehilangan iman. Pesan penting untuk mengundang hati seorang anak untuk kembali kepada Allah, kembali kepada iman.
Berinspirasi pada pesan ini, P. Berthier MS mendirikan Kongregasi Para Misionaris Keluarga Kudus dan menjadikan Maria La Salette sebagai Pelindung Tarekat. Kepada para anggota MSF pertama di Grave, ia mengatakan: “Jika kamu hari ini berada di sini, ini adalah karena perantaraan Bunda Maria dari La Salette.“ Pesan Rekonsiliasi ini terus dihidupi dan disebarkan oleh para anggota MSF kepada keluarga-keluarga sampai sekarang ini.
Setidaknya, ada 4 pesan Rekonsiliasi Maria La Salette yang dapat dipetik untuk keluarga kita sekarang ini
- Mengembalikan Kekudusan Hari Sabath.
- Memulihkan doa dalam Keluarga
- Melukai dan Berani untuk Berekonsiliasi
- Merawat dan menjaga tanpa pamrih
1. Mengembalikan kekudusan Hari Sabath
Hari Sabath ditetapkan sebagai perintah ketiga dalam 10 Perintah Allah (Kel 20;11). Hari sabat adalah waktu untuk beristirahat dari pekerjaan, waktu untuk menikmati hasil pekerjaan dan waktu untuk berkumpul – beribadah. Ada banyak aturan berupa perintah ataupun larangan atas Hari Sabath dalam tradisi Tuhan. Tuhan Yesus mengingatkan bahwa istirahat di Sabath tidak sama dengan tidak melakukan apa-apa, atau sekedar menunda pekerjaan selama sehari. Hari Sabath adalah kesempatan untuk berjumpa dan menikmati berkat Allah, keluarga dan alam semesta. Pesan Maria La Salette mengatakan bahwa “Enam hari telah kuberikan kepadamu untuk bekerja, satu hari (hari ketujuh) kusediakan untukku sendiri dan aku tidak mendapatkannya.” Bagi kita orang Kristen, perayaan Sabath kita rayakan pada hari Minggu, yang menjadi hari pengenangan akan Paska, kebangkitan Tuhan.
Kehidupan keluarga modern banyak diwarnai dengan kesibukan, tuntutan, tekanan hidup – pekerjaan serta agenda kegiatan yang padat. Beberapa anggota keluarga terpaksa harus bekerja pada hari Minggu atau sengaja bekerja karena keuntungan yang didapat justru dalam Weekend. Beberapa keluarga menjadikan hari minggu untuk dapat beristirahat setelah lelah bekerja, tidur lebih panjang dan menikmati waktu untuk Refresing. Beberapa keluarga memanfaatkan waktu hari minggu bersama keluarga untuk rekreasi bersama. Beberapa keluarga menjalani hidupnya masing-masing dengan janji, hobi dan pertemanan mereka.
Kita bersyukur bahwa masih ada beberapa keluarga yang bersama-sama pergi ke gereja untuk menyatukan hidup mereka dalam Ekaristi bersatu dengan Allah dalam Yesus dan bersatu dengan keluarga. Hari Minggu menjadi kesempatan emas bagi keluarga untuk menikmati waktu bersama untuk mendalami iman dan berinteraksi dengan keluarga, yang selama hari-hari kerja banyak kita tinggalkan.
Pesan Maria La Salette menggemakan kembali perintah “kuduskanlah hari Tuhan” ini, sebuah ajakan untuk menjadikan Hari Minggu sebagai hari Tuhan, Hari Gereja dan Hari Keluarga, hari untuk memulihkan dan menciptakan kembali kehidupan secara baru.
2. Memulihkan Doa Keluarga
Doa pertama-tama adalah mendengarkan Allah dan kehendak-Nya, dan bukan sekedar menyampaikan keinginan dan kebutuhan kita. Dalam tradisi keluarga Tuhan dikenal tradisi doa Modeh Ani (Doa Syukur) dan Amidah (doa 18 berkat) yang didoakan ketika bangun dan pada pagi hari. Dan di malam hari, mereka mendoakan doa B’yadekha Afkid Rukhi, doa penyerahan diri kepada perlindungan Allah. Doa inilah yang menjiwai Tuhan Yesus dalam setiap pelayanan-Nya. Doa menjadi nafas hidup dan pelayanan-Nya sampai akhir hidup-Nya.
Pesan Bunda Maria La Salette menegaskan tradisi doa harian ini: “Ah, anak-anakku, kamu perlu melakukannya (berdoa) sore dan pagi hari, kalau kamu tidak dapat melakukannya dengan lebih baik, doakanlah paling tidak Bapa Kami dan Salam Maria, tetapi kalau ada waktu berdoalah lebih banyak.”
Berdoa secara pribadi mungkin sudah sulit diwujudkan. Namun, berdoa bersama dengan keluarga itu tidaklah semudah doa pribadi. Masing-masing pribadi sejak pagi sudah sibuk dengan urusan masing-masing entah untuk bekerja atau untuk belajar. Demikian juga halnya dengan malam hari. Masing-masing anggota keluarga berada di kamar dengan televisi dan tugas masing-masing dan tidur sesuai dengan kebiasaannya sendiri-sendiri. Sungguh tidak mudah mengkhususkan waktu untuk berdoa bersama sebagai keluarga.
Panggilan untuk berdoa ini terus bergema dan menjadi kerinduan dalam setiap hati anggota keluarga. Mereka perlu saling mendoakan satu sama lain untuk menguatkan dan sebagai keluarga berdoa kepada Allah, bukan hanya dalam situasi-situasi sulit saja, tetapi dalam setiap peristiwa hidup. Doa yang terus menerus dan tekun didoakan setiap hari besar manfaatnya. Tuhan memberkati dan melindungi setiap keluarga yang menjadikan Allah sebagai kepada atas keluarga.
3. Menyembuhkan Melalui Rekonsiliasi
Maria La Salette berkata kepada Melanie dan Maximine : “Sudah lama Aku menderita karena kalian! Jika Aku ingin agar Putra-Ku tidak menghukum kalian, Aku harus memohon kepada-Nya tanpa henti, dan kalian tidak memperhatikan.”.
Salah satu yang unik dalam penampakan Maria La Salette ada pada Salib yang dipakai. Satu-satunya salib yang menggunakan simbol paku di tangan kiri dan simbol catut yang ada di tangan kanan. Palu melambangkan simbol dosa yang membuat tangan Yesus terpaku di Salib, sementara Catut melambangkan sarana untuk mencabut paku dosa.
Siapa yang dapat memaku dan mencabut paku tersebut adalah setiap orang yang sadar dan mengalami pertobatan. Ketika orang belum sadar akan kesalahan, maka orang akan terus memakukan paku-paku ke tangan Yesus yang membuat Yesus menderita. Dan ketika orang sadar, dengan segala penyesalan, orang harus mencabut paku-paku yang ditancapkan tersebut dari tangan Yesus. Pertobatan berarti membangun penyesalan dan sikap aktif untuk rekonsiliasi.
Ikatan keluarga yang muncul karena cinta bisa rusak untuk ketidakpahaman, konflik dan pertengkaran. Semakin dekat relasi antar keluarga, semakin terasa keunikan setiap pribadi, yang terkadang tanpa sengaja terjadilah saling menyakiti di antara mereka. Juga ketika pengendalian diri pribadi mulai berkurang karena peristiwa trauma atau pengalaman berat, atau sakit. Pengalaman menyakiti terjadi tanpa harus belajar dan biasanya terjadi secara spontan sehingga dalam merusak relasi yang terjadi.
Namun karena panggilan kasih, setiap anggota keluarga perlu belajar juga untuk menerima keunikan, membantu anggota keluarga lain untuk bertumbuh, dan mengampuni serta berani meminta ampun. Jangan takut untuk bertindak benar walaupun itu kadang menyakiti, karena membiarkan kesalahan dan diam justru akan membuat anggota keluarga kita semakin jauh. Rekonsiliasi menuntut kerendahan hati, keberanian untuk mengambil inisiatif, mengungkapkan perasaan dan mengambil tanggung jawab. Keluarga yang menghidupi rekonsiliasi juga memancarkan harapan akan kedamaian di tengah hidup keluarga yang kadang diam atau bahkan mengembangkan konflik terbuka.
4. Merawat dan Menjaga Tanpa Pamrih
Kitab Suci mengungkapkan bagaimana Allah mencintai, merawat dan menghendaki kebaikan umat-Nya, anak-anakNya (Mzm 103:13). Allah juga mengupamakan diri-Nya sebagai seorang ibu, bahkan lebih dari seorang ibu yang mencintai anak-anakNya (Yes 49:15). Senakal apapun anak-anak-Nya, Ia tetap mencintai, memikirkan dan mengunakan aneka cara untuk mendapatkan kembali. Kasih yang demikian ini juga nampak dalam diri Yesus, yang penuh perhatian dan perduli terhadap mereka yang miskin, tersinggih dan menderita.
Air mata Bunda Maria La Salette menetes sebagai “seorang ibu yang kehilangan anak-anaknya” yang hidup jauh dari iman. Ia mengatakan “Sudah demikian lama aku menderita karenamu!” Sebagai seorang ibu, ia berdoa, menunda dan menahan tangan keadilan Allah, yang tentunya akan berat bagi anak-anak-Nya. Ia datang untuk menyadarkan dan terus menyadarkan seraya berdoa dengan penuh harap.
Tidak sedikit orang tua di masa sekarang ini meneteskan air mata melihat kehidupan iman anak-anak mereka. Mereka merasa tidak mampu secara batiniah dan jasmaniah menjadi orang tua yang terbaik bagi anak-anak mereka, ketika anak-anak, dengan kebebasan, memilih jalannya, termasuk jalan di luar Tuhan. Mereka menangis dalam keheningan sambil berdoa di hadapan Allah untuk masa depan anak-anakNya. Demikian juga halnya, kadang terdapat pula anak-anak yang menangis melihat kehidupan orang tua mereka yang jauh dari iman dan cinta kasih. Mereka merasa “tidak beruntung” berada di dalam keluarga dan kadang bahkan merasa bersalah serta menjadi korban. Mereka berdoa kepada Allah dalam doa-doa yang sederhana, di tengah ketidakpahaman dan ketidakberdayaan mereka. Di atas semua, setiap dari kita, dengan cara kita masing-masing, dipanggil untuk memikirkan kebaikan anggota keluarga kita yang lain dan mengungkapkan peduli itu terutama dalam tindakan-tindakan cinta yang sederhana.
Panggilan kembali kepada panggilan dasar keluarga
Dari keempat tema ini, kita diundang kepada yang mendasar yaitu mengembalikan kembali keluarga sebagai ecclesia domestica. Sebuah komunitas terkecil yang mampu menghidupi iman di tengah kesibukan dan tuntutan jaman untuk membawa harapan dan undangan pertobatan.
Semoga demikian terjadi.
P. Aristanto MSF
...
FR / francese
SE RAPPROCHER !
Dieu embrasse notre douleur
180e anniversaire de Notre-Dame de La Salette (1846-2026)
Le 19 septembre 2026, nous célébrerons le 180e anniversaire de l'apparition de Notre-Dame de La Salette, qui eut lieu le 19 septembre 1846 sur les pentes des Alpes françaises. La Vierge est apparue aux enfants bergers Maximin Giraud et Mélanie Calvat. Entre les larmes d'une mère, elle a confié à ses enfants un message profond et urgent : un Message de Réconciliation.
Ce message exprime l'inquiétude d'une Mère qui voit ses enfants vivre loin de la foi, incapables de reconnaître les signes avant-coureurs et inconscients des dangers qu'implique la perte de la foi. C'est un appel urgent à la conversion du cœur, à la prière, à la fidélité et au retour sincère à Dieu. En somme, il est une invitation renouvelée à la sainteté personnelle et familiale.
Inspiré par ce message de réconciliation, le père Jean Berthier fonde la Congrégation des Missionnaires de la Sainte Famille (MSF) et la place sous le patronage de Notre-Dame de La Salette. Aux premiers membres des MSF à Grave, il a dit avec une profonde conviction : « Si vous êtes ici aujourd'hui, c'est par l'intercession de Notre-Dame de La Salette. » Depuis lors, les Missionnaires de la Sainte Famille ont cherché à maintenir vivant cet héritage spirituel, en diffusant le message de réconciliation au milieu d'une société en mutation et de plus en plus mondialisée. Partout où les familles connaissent la fragilité, la division, la perte de repère ou l'affaiblissement de la foi, l'invitation de Marie au retour à Dieu résonne avec puissance.
Cent quatre-vingts ans plus tard, le message de La Salette n'a pas perdu de sa pertinence. Il reste un appel à l'unité, au pardon, à la prière familiale, à la fidélité dans les épreuves et à l'engagement chrétien dans la vie quotidienne. Aujourd'hui comme hier, Marie nous invite à raviver la foi dans nos foyers, à redécouvrir la beauté de l'Évangile et à répondre avec générosité à l'appel universel à la sainteté. Que cet anniversaire soit un temps de grâce, de réconciliation et de renouveau spirituel pour nos familles.
Quatre messages de réconciliation pour les familles d'aujourd'hui
180 ans après l'apparition de Notre-Dame de La Salette, son Message de Réconciliation continue d'éclairer la vie de famille. Nous pouvons le résumer en quatre appels concrets adressés aujourd’hui à nos familles :
- Restaurer le caractère sacré du sabbat
- Rétablir la prière en famille
- Douleur et courage pour se réconcilier
- Prendre soin et protéger de manière désintéressée
1. Restaurer la sainteté du Jour du Seigneur
Le sabbat a été institué comme le troisième commandement du Décalogue (cf. Exode 20, 8-11). C’est un temps de repos, un mémorial de la création et un jour consacré au culte de Dieu. Dans la tradition juive, son observance est encadrée par de nombreux préceptes et prescriptions qui mettent en valeur son caractère sacré.
Jésus nous a rappelé que le sabbat ne consiste pas simplement à « ne rien faire » ou à reporter les tâches quotidiennes, mais à redécouvrir son véritable sens : un temps pour Dieu et pour le bien de l'humanité. Ce jour saint est une occasion d'accueillir et de goûter aux bienfaits de Dieu, de renforcer les liens familiaux et de contempler la création avec gratitude.
Le message de Notre-Dame de La Salette fait écho à cet appel lorsqu'elle déclare :
« Je vous ai donné six jours pour travailler ; le septième, je me le suis réservé, et vous ne voulez pas me le donner.»
Pour les chrétiens, le samedi trouve sa plénitude le dimanche, jour qui commémore Pâques et la Résurrection du Seigneur. C'est le Jour du Seigneur, au cœur de la vie chrétienne et source de renouveau spirituel.
Cependant, la vie familiale moderne est souvent marquée par la multiplicité des activités et les exigences du travail. Nombreuses sont les familles contraintes de travailler le dimanche, attirées par des avantages économiques plus immédiats. D'autres l'utilisent simplement pour récupérer de la fatigue accumulée, dormir davantage ou se consacrer à des loisirs. Certaines familles se dispersent, chaque membre absorbé par ses propres engagements.
Nous sommes reconnaissants qu'il existe encore des familles qui se réunissent pour participer ensemble à l'Eucharistie, unissant leurs vies à Dieu en Jésus-Christ et renforçant leur communion familiale. Le dimanche constitue une occasion unique de partager un temps précieux, d'approfondir sa foi et de se retrouver en famille, ce qui est souvent négligé au cours de la semaine de travail.
Le message de La Salette fait écho aux Dix Commandements, aux enseignements du Christ et à l'invitation constante de l'Église : faire du dimanche le Jour du Seigneur, le Jour de l'Église et aussi le Jour de la Famille.
2. Restaurer la prière familiale
La prière est avant tout une ouverture et une écoute de Dieu et de sa volonté, bien plus qu'une simple expression de nos besoins ou de nos désirs. C'est une rencontre, une relation et une confiance.
Dans la tradition familiale juive, la journée commence par la remise de sa vie entre les mains de Dieu. Le Modeh Ani, prière d'action de grâce au réveil, et l'Amidah (les Dix-huit Bénédictions) sont essentiels à la prière quotidienne. Le soir, la prière B'yadekha Afkid Rukhi (« Je remets mon esprit entre tes mains ») exprime une confiance totale en la protection divine. Ces paroles, tirées du Psaume 31, furent également prononcées par Jésus sur la croix et témoignent de la manière dont la prière a accompagné toute sa vie et son ministère jusqu'à la fin.
Le message de Notre-Dame de La Salette réaffirme cette tradition de prière quotidienne lorsqu'elle dit : « Ah, mes enfants, il est nécessaire que vous priiez matin et soir. » Si vous ne pouvez pas faire plus, récitez au moins un Notre Père et un Je vous salue Marie ; et si vous avez le temps, priez davantage. Bien que la prière personnelle soit une habitude pour certains, la prière en famille est plus complexe. Dès le matin, chacun est absorbé par ses responsabilités : travail, études, engagements divers. Le soir, la fatigue, les appareils électroniques et les emplois du temps chargés rendent difficile de se réunir. Prendre un moment pour prier ensemble n'est pas toujours facile. Pourtant, cet appel continue de résonner au cœur de la famille.
Les familles ont besoin de prier les unes pour les autres afin de se fortifier mutuellement, et de prier Dieu ensemble non seulement dans les moments difficiles, mais aussi dans les événements du quotidien : joies, décisions, réussites et défis. Une prière constante et fidèle, même simple et brève, transforme l'atmosphère du foyer. Dieu bénit, soutient et protège la famille qui le reconnaît comme le centre et le guide de sa vie.
3. Douleur et courage pour se réconcilier
L'une des caractéristiques les plus significatives de l'apparition de Notre-Dame de La Salette est le crucifix qu'elle porte sur sa poitrine. Ce crucifix présente un symbole particulier : un marteau et des tenailles. Le marteau représente le péché qui cloue le Christ à la croix ; Les pinces symbolisent l'instrument qui retire les clous.
L'image est d'une profonde éloquence : chacun, par ses décisions, peut « enfoncer » ou « retirer » les clous. Lorsque nous agissons sans conscience ni repentir, nous continuons de blesser le cœur du Christ. Lorsque nous reconnaissons nos fautes et nous repentons sincèrement, nous commençons à retirer les clous.
Le véritable repentir n'est pas un simple sentiment de culpabilité passager, mais une attitude active tournée vers la réconciliation. Il implique de reconnaître le mal causé, d'assumer sa responsabilité et de prendre des mesures concrètes pour réparer la relation.
Dans la vie familiale, les liens d'amour peuvent être blessés par les malentendus, les conflits et les tensions. Plus la relation est étroite, plus la singularité de chacun se manifeste, et cette différence, bien qu'étant une richesse, peut involontairement devenir une source de souffrance.
Souvent, la douleur surgit spontanément, sans réflexion ni apprentissage préalable, et nuit à la relation. Pourtant, c'est précisément par amour que chaque membre est appelé à accepter la singularité de l'autre, à l'aider à grandir, à pardonner et à demander pardon. Nous ne devons pas avoir peur de faire ce qui est juste, même si cela a un coût ou est douloureux. Laisser le mal se perpétuer ou garder le silence par peur ne fait qu'accroître la distance entre les membres de la famille. La réconciliation exige de l'humilité, du courage pour faire le premier pas, la capacité d'exprimer ses sentiments et la volonté d'assumer sa responsabilité.
Les familles qui pratiquent la réconciliation deviennent un signe d'espoir. Dans un monde où de nombreux conflits restent cachés ou dégénèrent en confrontations ouvertes, une famille réconciliée rayonne de paix, de confiance et témoigne de sa foi chrétienne.
4. Amour et protection désintéressés
Les Écritures révèlent le cœur de Dieu comme un cœur plein de tendresse et de compassion. « Comme un père a compassion de ses enfants, ainsi le Seigneur a compassion de ceux qui le craignent » (Psaume 103, 13). Le prophète Isaïe présente également Dieu sous des traits maternels : « Une mère peut-elle oublier son nourrisson ? Même si elle l’oubliait, moi, je ne t’oublierai pas » (Isaïe 49, 15).
Dieu aime, prend soin, corrige et recherche inlassablement le bien de ses enfants. Il ne les abandonne pas, ne se lasse pas et ne cesse jamais de les appeler. Ce même amour se manifeste pleinement en Jésus-Christ, notamment dans sa proximité avec les pauvres, les marginalisés et les souffrants.
Les larmes de Notre-Dame de La Salette expriment cet amour maternel blessé. Elle pleurait comme une mère qui voit ses enfants s’éloigner de la foi. Ses paroles – « Combien de temps j’ai souffert pour vous ! » – ne sont pas des reproches, mais l’expression d’un cœur profondément aimant. Aujourd'hui encore, nombreux sont les parents qui pleurent pour leurs enfants lorsqu'ils constatent qu'ils s'éloignent de la foi ou empruntent des chemins inquiétants. En silence, ils prient et confient l'avenir de leurs enfants à Dieu.
De même, certains enfants souffrent en voyant leurs parents s'éloigner de la foi ou de l'harmonie familiale. Eux aussi prient, souvent avec des mots simples, dans leur fragilité.
En définitive, chaque membre de la famille est appelé à veiller au bien-être des autres. Prendre soin et protéger de manière désintéressée signifie porter une attention sincèrement à l'autre, le soutenir par la prière, l'accompagner avec patience et manifester l'amour par des gestes concrets : écouter, comprendre, encourager, corriger avec bienveillance et pardonner.
Lorsqu'une famille apprend à prendre soin d'elle-même de cette façon, elle devient le reflet du cœur de Dieu : un foyer où chacun se sent aimé, attendu et protégé.
La famille comme Église domestique
De ces quatre appels – sanctifier le Jour du Seigneur, restaurer la prière en famille, vivre la réconciliation et prendre soin les uns des autres avec altruisme – découle une invitation fondamentale : restaurer la famille comme Église domestique.
Depuis les premiers siècles du christianisme, l’Église considère la famille comme une petite communauté de foi, où l’Évangile se transmet, la prière s’apprend, le pardon se vit et la charité se manifeste concrètement. Au foyer, la foi ne demeure pas une simple théorie. mais devient une réalité vécue et partagée.
Aujourd’hui, dans le tumulte de la vie quotidienne, face aux exigences du travail, aux pressions culturelles et aux défis d’une société mondialisée, la famille est appelée à être un espace où Dieu trouve une place réelle et quotidienne. Une famille qui prie ensemble, célèbre le Jour du Seigneur, pratique la réconciliation et prend soin les uns des autres deviennent un signe visible d’espérance.
Ainsi, le message de Notre-Dame de La Salette continue de résonner avec force : un appel à la conversion, à la transformation du cœur et à un retour confiant à Dieu.
Puisse notre communauté retrouver sa vocation d'Église vivante, rayonnante de foi, se fortifiant dans l'épreuve et témoignant humblement et inébranlablement de l'amour de Dieu.
Ainsi soit-il.
P. Aristanto MSF
EN / English
DRAW NEAR!
God embraces our pain
180th Anniversary of Our Lady of La Salette (1846–2026)
On September 19, 2026, we will celebrate the 180th anniversary of the apparition of Our Lady of La Salette, which occurred on September 19, 1846, on the slopes of the French Alps. The Virgin appeared to the shepherd children Maximin Giraud and Mélanie Calvat. Amidst a mother's tears, she entrusted her children with a profound and urgent message: a Message of Reconciliation.
This Message expresses the concern of a Mother who sees her children living far from the faith, unable to recognize the warning signs and unaware of the dangers involved in losing it. It is an urgent call for conversion of heart, to prayer, fidelity, and a sincere return to God. Ultimately, it is a renewed invitation to personal and family holiness.
Inspired by this Message of Reconciliation, Father Jean Berthier founded the Congregation of the Missionaries of the Holy Family (MSF) and placed it under the patronage of Our Lady of La Salette. To the first MSF members in Grave, he said with deep conviction: "If you are here today, it is through the intercession of Our Lady of La Salette." Since then, the Missionaries of the Holy Family have sought to keep this spiritual heritage alive, spreading the Message of Reconciliation in the midst of a changing and increasingly globalized society. Wherever families experience fragility, division, loss of meaning, or weakening of faith, Mary's invitation to return to God resonates powerfully.
One hundred and eighty years later, the message of La Salette has not lost its relevance. It continues to be a call to unity, forgiveness, family prayer, fidelity in trials, and Christian commitment in daily life. Today, as in the past, Mary invites us to rekindle faith in our homes, to rediscover the beauty of the Gospel, and to respond generously to the universal call to holiness. May this anniversary be a time of grace, reconciliation, and spiritual renewal for our families.
Four messages of reconciliation for families today
One hundred and eighty years after the apparition of Our Lady of La Salette, her Message of Reconciliation continues to illuminate family life. We can summarize it in four concrete calls for our families today:
1. Restore the sanctity of the Lord's Day
2. Restore prayer in the family
3. Pain and courage to reconcile
4. Care and protect selflessly
1. Restoring the Holiness of the Lord's Day
The Sabbath was established as the third commandment of the Decalogue (cf. Exodus 20:8–11). It is a time of rest from work, a memorial of creation, and a day consecrated to the worship of God. In the Jewish tradition, there are numerous precepts and guidelines that regulate its observance, emphasizing its sacred character.
Jesus reminded us that the Sabbath does not simply consist of "doing nothing" or postponing daily tasks, but in rediscovering its true meaning: a time for God and for the good of humankind. The holy day is an opportunity to welcome and enjoy God's blessings, strengthen family ties, and contemplate creation with gratitude.
The message of Our Lady of La Salette echoes this call when she states:
"Six days I have given you to work; the seventh I have reserved for myself, and you do not want to give it to me."
For Christians, Saturday finds its fullness on Sunday, the day that commemorates Easter and the Resurrection of the Lord. It is the Lord's Day, the centre of Christian life and a source of spiritual renewal.
However, modern family life is often marked by multiple occupations and work demands. Many families are forced to work on Sundays, attracted by more immediate economic benefits. Others use it simply to recover from accumulated fatigue, sleep more, or engage in recreational activities. Some become scattered, each member absorbed by his or her own commitments.
We are grateful that there are still families who gather to participate together in the Eucharist, uniting their lives to God in Jesus Christ and strengthening their family communion. Sunday offers a unique opportunity to share quality time, deepen faith, and reconnect as a family, something that is often overlooked during the work week.
The message of La Salette echoes the Ten Commandments, the teachings of Christ, and the Church's constant invitation: to truly make Sunday the Lord's Day, the Church's day, and also the family's day.
2. Restoring Prayer in the Family
Prayer is, above all, openness and listening to God and His will, more than a simple expression of our needs or desires. It is encounter, relationship, and trust.
In the Jewish family tradition, the day begins by placing life in God's hands. The Modeh Ani, a prayer of thanksgiving upon waking, and the Amidah (the Eighteen Blessings) are an essential part of daily prayer. At night, the B’yadekha Afkid Rukhi prayer (“Into your hands I commit my spirit”) expresses confident surrender to divine protection. These words, taken from Psalm 31, were also spoken by Jesus on the cross and reflect how prayer accompanied his entire life and ministry until the end.
The message of Our Lady of La Salette reaffirms this tradition of daily prayer when she says: “Ah, my children, it is necessary that you pray night and morning.” If you can't do more, at least pray an Our Father and a Hail Mary; and if you have time, pray more.
Although personal prayer may be habitual for some, family prayer is more challenging. From the morning, each member is absorbed by their responsibilities: work, studies, various commitments. At night, tiredness, electronic devices, and different schedules make it difficult to meet together. Setting aside a moment to pray together is not always easy. However, this call continues to resonate in the heart of the family.
Families need to pray for each other to strengthen one another, and to pray together to God not only in times of difficulty, but also in everyday events: joys, decisions, achievements, and challenges. Constant and faithful prayer, even if simple and brief, transforms the home environment. God blesses, sustains, and protects the family that recognizes Him as the centre and guide of its life.
3. Pain and Courage to Reconcile
One of the most significant characteristics of the apparition of Our Lady of La Salette is the crucifix she wears on her chest. This crucifix presents particular symbols: a hammer and tongs. The hammer represents the sin that nails Christ to the cross; the tongs symbolize the instrument that removes the nails.
The image is profoundly eloquent: each person, with his or her decisions, can "drive" or "remove" the nails. When we act without awareness or repentance, we continue to wound the heart of Christ. When we recognize our faults and sincerely repent, we begin to remove the nails.
True repentance is not just a passing feeling of guilt, but an active attitude oriented towards reconciliation. It implies recognizing the damage caused, assuming responsibility, and taking concrete steps to repair the relationship.
In family life, the bonds born of love can be wounded by misunderstandings, conflicts, and tensions. The closer the relationship, the more evident the uniqueness of each person becomes, and this difference—although a richness—can unintentionally become a source of pain.
Often, pain arises spontaneously, without reflection or prior learning, harming the relationship. However, precisely out of love, each member is called to accept the uniqueness of the other, to help them grow, to forgive and to ask for forgiveness.
We should not be afraid to do what is right, even if it costs or hurts. Allowing the wrong to continue or remaining silent out of fear only increases the distance between family members. Reconciliation requires humility, courage to take the first step, the ability to express feelings, and a willingness to assume personal responsibility.
Families that practice reconciliation become a sign of hope. In a world where many conflicts remain hidden or turn into open confrontations, a reconciled family radiates peace, trust, and Christian witness.
4. Selfless Care and Protection
The Scriptures reveal God's heart as one full of tenderness and compassion. “As a father has compassion on his children, so the Lord has compassion on those who fear him” (Psalm 103:13). The prophet Isaiah even presents God with maternal characteristics: “Can a mother forget her nursing child? Even if she could forget, I will not forget you” (Isaiah 49:15).
God loves, cares for, corrects, and tirelessly seeks the good of his children. He does not abandon them, he does not tire, he never stops calling. This same love is fully manifested in Jesus Christ, especially in his closeness to the poor, the marginalized, and those who suffer.
The tears of Our Lady of La Salette express this wounded maternal love. She wept like a mother who sees her children living far from the faith. Her words—"How long I have suffered for you!"—are not reproach, but the outpouring of a heart that loves deeply. As a mother, she intercedes, prays, and pleads, staying—according to the symbolic language of the message—the hand of justice, to allow time for conversion. Her coming was and continues to be a call full of hope.
Today, too, many parents shed tears for their children when they perceive them drifting away from the faith or taking paths that worry them. Sometimes they feel limited, powerless, unable to be the parents they would like to be. In silence, they pray and entrust their children's future to God.
Likewise, there are children who suffer when they see their parents distanced from faith, love, or family harmony. They may feel misunderstood, hurt, or even guilty. They too pray, perhaps with simple words, from their own fragility.
Ultimately, every member of the family is called to watch over the well-being of others. Caring for and protecting others selflessly means genuinely caring for one another, supporting them with prayer, patiently accompanying them, and showing love through concrete actions: listening, understanding, encouraging, correcting with charity, and forgiving.
When a family learns to care for one another with this unconditional love, it becomes a reflection of God's heart: a home where everyone knows they are loved, awaited, and protected.
The Family as a Domestic Church
From these four calls—to sanctify the Lord's Day, to restore family prayer, to live reconciliation, and to care selflessly—emerges a fundamental invitation: to restore the family as a domestic church.
Since the early centuries of Christianity, the Church has recognized the family as a small community of faith, where the Gospel is passed on, prayer is learned, forgiveness is experienced, and concrete acts of charity are lived. In the home, faith ceases to be theory and becomes shared life.
Today, amidst the hustle and bustle, work demands, cultural pressures, and challenges of a globalized society, the family is called to be a space where God has a real and everyday place. A family that prays together, celebrates the Lord's Day, practices reconciliation, and cares for one another becomes a visible sign of hope.
Thus, the message of Our Lady of La Salette continues to resonate powerfully: a call to repentance, to conversion of heart, and to a trusting return to God.
May our families rediscover their vocation to be little living churches, capable of radiating faith in the world, sustaining one another in trials, and offering the world around them a humble yet steadfast witness to God's love.
Amen.
Fr. Aristanto MSF
